I preferiti di Dicembre

Hello, everybody!
Qual è il modo migliore di iniziare l’anno se non fare un piccolo recap del mese di dicembre appena passato?

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Cominciamo, come di consueto, dalle serie TV del mese. Sì, perché questa volta non ce n’è una sola ma ben due.
La prima è Dirk Gently Holistic Detective Agency, la cui seconda stagione mi ha conquistata come la prima. Peccato che, dopo aver visto il finale, ho scoperto che è stata cancellata. *piange cose* Questo mese ho però in mente di fare un rewatch di questa serie, approfittando del fatto che tra qualche giorno mi iscriverò a Netflix.
La seconda è lo speciale di Natale di Doctor Who, che ho visto per la prima volta in diretta con il Regno Unito. Certo, la lingua non ha esattamente giocato a mio favore in diversi punti, ma è da una settimana che cerco invano il coraggio di rivederla sottotitolata: ammetto che non c’è stata questa grande trama, ma diverse cose della puntata – come la scena di Natale sul campo di battaglia, l’identità del capitano e l’addio di Twelve – che mi hanno messo un magone assurdo.

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Niente film del mese, per questa volta: non sono andata al cinema e non ho visto niente in streaming.

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Il libro del mese è stato Kobane Calling di Zerocalcare.
Come ho scritto già in passato, adoro Zerocalcare come autore e sono riuscita a recuperare tutta la sua bibliografia nell’arco del 2017. Non vedo l’ora di fiondarmi in Macerie prime, che ho già in lista tra le letture da fare nel 2018.

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Il fumetto del mese è stato più difficile da scegliere, ma alla fine ho puntato sul volume numero 19 di PK Giant.
Io sto amando questa serie e questo numero è diventato il mio preferito insieme a Trauma, specialmente per il personaggio di Camera 9/Stefan Vladuck e per tutte le tematiche profonde e attuali che ho riscontrato lungo tutta la storia.

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L’esperienza del mese è stata la scrittura dei post sui buoni propositi del 2018.
Io non ho fatto mai buoni propositi e bilanci negli anni passati, ma scrivere quei post mi ha aiutato a chiarire quali sono i miei obiettivi per questo anno che verrà.

Lo sfondo del mese è questa bellissima locandina fanmade su Twice upon a time.

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Buon 2018 a tutti e al prossimo post!

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Verso il 2018 {Parte 4}

Mancano due giorni al 2018 e, con questo post, chiudo la mini rubrica dei miei buoni propositi per il nuovo anno.
Quest’oggi vi voglio parlare dei miei propositi per quello che riguarda la scrittura in un modo un po’ particolare – come vi avevo annunciato la scorsa volta.

Premetto che, per buona parte del 2017, questo aspetto non è stato affatto rose e fiori, tant’è che sono riuscita a buttare giù qualcosa solamente a partire da novembre, in occasione del NaNoWriMo.
Partecipare a questa esperienza e, soprattutto, far parte del gruppo Facebook The Neverending Cabin mi hanno ridato nuova forza e fiducia nei confronti di questa attività, al punto che ho già in programma di iniziare la prima stesura di due nuove storie nell’arco di questo 2018, oltre che perfezionare la storia con cui ho partecipato al NaNo di quest’anno.
Per parlarvene un po’ meglio, ho deciso di rispondere al Work-In-Progress tag dell’AuthorTube (ho preso e adattato le domande da questo video di Silvia Torani).

#1 Qual è il titolo provvisorio delle tue storie?

La storia che sto attualmente revisionando si chiama Basil e credo che, ormai, manterrò questo titolo.
Per le due nuove storie, invece, i titoli provvisori sono Il soldatino di stagno – che, però, sono abbastanza sicura di mantenere – e Jack and the Commodores – momentaneamente abbreviata con J&TC, di cui sono un po’ meno sicura.

#2 Da dove ti è venuta l’idea per le storie?

L’idea per Basil mi è venuta dalla mia passione per il tema dell’intelligenza artificiale, su cui volevo scrivere qualcosa a tutti i costi.
J&TC è stato, invece, il risultato di diverse idee avute e mai concretizzate nel corso degli anni – specialmente durante il mio ultimo periodo su EFP -, sulle quali avevo rimuginato durante gli ultimi giorni del NaNo.
Più recente e più complessa è stata la genesi de Il soldatino di stagno, la cui idea è venuta dall’omonima fiaba di Andersen e di cui mi ispirava fare una rivisitazione moderna.

#3 Di che genere sono?

Basil è un breve romanzo di genere giallo/fantascientifico – anche se mi sto accorgendo che di giallo non ha quasi una piva, ma ssh.
Come ho detto prima, Il soldatino di stagno dovrebbe essere una retelling dell’omonima fiaba in chiave moderna con un’atmosfera da “Solita notte da lupi nel Bronx” – ci sto ancora lavorando, abbiate pazienza.
Per quello che invece riguarda J&TC, sono abbastanza sicura che si tratti di una commedia romantica, anche se sul finale potrebbe assumere toni drammatici.

#4 Scegli gli attori dei tuoi adattamenti cinematografici.

La risposta a questa domanda potrebbe essere un po’ lunga, in effetti.
Allora, premetto che, quando creo una storia, passo molto tempo all’inizio per scegliere i prestavolti per ciascun personaggio chiave tra attori e attrici che spesso attirano la mia attenzione nelle serie e nei film che guardo: in questo modo, oltre a sapere il nome del povero diavolo che dovrebbe “interpretare” il mio personaggio, posso anche avere un’immagine chiara nella mia mente di come posso gestire le loro azioni.
Premesso questo, gli attori principali per gli adattamenti cinematografici delle storie – see, magari! – sono:

  • In Basil, ho subito pensato a John C. McGinley per la parte di Miles – cercare una sua foto che si adattasse alla mia immagine mentale è stato un parto che non auguro a nessuno – e a Peter Capaldi per il doppio ruolo sia di Harvey che della voce di Basil;
  • In J&TC, i prestavolti che ho voluto per i fratelli Noah e Jeremy Butler sono David Tennant e Iwan Rheon;
  • Ne Il soldatino di stagno, Christopher Eccleston è stato il primo prestavolto che ho “castato” per il ruolo del Soldatino, mentre Lara Pulver è l’attrice che darà il volto alla Ballerina di Carta.

#5 Riassumi le tue storie in una frase.

Basil: “Un detective viene affiancato a una IA costruita per aiutare la polizia nelle indagini e, mentre cerca di fermare con essa una rete criminale che minaccia la città, si chiede per quale motivo Basil abbia insistito tanto per farsi testare proprio da lui.”
J&TC: “Un ragazzo si vede piombare in casa l’esuberante fratello, chitarrista dei J&TC, e cerca di capire perché sia ricomparso mentre lui riapre porte chiuse da anni.”
Il soldatino di stagno: “Dove illegalità e degrado sono all’ordine del giorno, un ex veterano cerca di sopravvivere mantenendo intatta la propria integrità, vedendo l’unica luce della sua vita nella donna che ama e che cerca di cambiare le cose nel quartiere in cui entrambi vivono.”

#6 Hai intenzione di autopubblicare o di cercare una casa editrice?

Per quello che riguarda Basil – ma vale anche per le altre storie -, io non credo che pubblicherò nulla, per il semplice fatto che non ritengo mai quello che scrivo all’altezza di essere pubblicato – ho una bassa autostima, quando si tratta delle cose che scrivo. Se le circostanze dovessero cambiare, prenderò una decisione in merito.

#7 Quanto tempo ci hai messo per scrivere la prima stesura?

La prima stesura di Basil mi ha tenuta impegnata dal 2 al 29 novembre.
Le altre storie sono ancora in fase di brainstorming, ma conto di iniziare la prima stesura de Il soldatino di stagno in aprile con il Camp NaNoWriMo, mentre quella di J&TC a novembre con il NaNo del prossimo anno.

#8 A quali altri libri paragoneresti le tue storie?

Come tutti quanti, sono certa di essere stata influenzata dalle varie cose che ho letto e visto in passato – la visione di Person of Interest, per esempio, è stata fondamentale per scrivere Basil – ma non so dire con precisione a cosa paragonerei le altre mie storie.

#9 Chi o che cosa ha ispirato le tue storie?

Il soldatino di stagno è stato ispirato dalla mia volontà di scrivere un personaggio che avesse Christopher Eccleston come prestavolto: rimuginando sulla possibile storia adatta a lui, mi sono ricordata di questa fiaba di Andersen e ho pensato di farne un adattamento in versione moderna.
Basil è stata invece ispirata da un abbozzo di storia che avevo cercato di scrivere durante l’estate, ma che poi ho accantonato a causa del blocco dello scrittore – e mi è pianto il cuore, quando l’ho fatto.
Come ho scritto nella #2, l’idea di J&TC mi è stata ispirata dalla voglia di scrivere qualcosa di completamente diverso rispetto a Basil. Questa voglia, poi, è arrivata mentre ascoltavo la musica sul cellulare in riproduzione casuale e da lì mi è scattata l’idea di scrivere una storia che avesse a che fare con un gruppo e in cui associare una canzone a ogni scena/capitolo.

#10 Cos’altro può attirare l’attenzione del lettore nelle tue storie?

Ammesso che ci sia qualcuno disposto a leggerle, credo che qualcosa che possa attirarlo e che accomuna le tre storie sia l’amore.
In passato, ho cercato sempre di evitare di scrivere le storie d’amore e prediligevo le broship alle relazioni romantiche. Quest’anno non so cosa sia accaduto al mio cervello, ma in tutte le storie di cui ho parlato in questo tag le storie amorose sono state fondamentali e io ho cercato di renderle particolari, in qualche modo. Se poi qualcuno, leggendo, si ritrova a shippare queste coppie, vorrà dire che sono riuscita in questo intento.

Il post finisce qui e queste sono le storie che, si spera, vedranno la luce nel 2018.
Sentitevi liberi di prendere le domande e rispondere al tag, se vi va, e se lo fate lasciatemi il link che correrò a leggere.
Alla prossima!

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Verso il 2018 {Parte 3}

Ed eccoci con la terza e penultima puntata di buoni propositi per il 2018.
Oggi ammetto di essere stata un po’ indecisa se parlare della scrittura o dei film e serie che voglio seguire nel 2018, ma poi ho pensato di fare una cosa un po’ particolare per il primo argomento – cosa che leggerete nel prossimo post – per cui oggi voglio trattare di quello che ho in programma di seguire, televisivamente e cinematograficamente parlando.

I film che ho visto nel 2017 non sono stati tantissimi.
Le uscite del Marvel Cinematic Universe sono state d’obbligo, ma non sono mancate delle perle come Miss Sloane, Loving Vincent e La la land, che sono i miei tre film preferiti tra quelli che ho visto quest’anno. Paradossalmente, la mia lista dei desideri cinematografica intitolata “Roba da vedere quando sarò in pari con tutte le serie tv che sto seguendo” si allunga come un treno tra recuperi di film che non ho potuto vedere al cinema, rewatch obbligatori e film che non ho visto mai ma che mi propongo da tempo immemore di recuperare.

Signori e signore, il 2018 dovrà essere l’anno in cui finalmente riuscirò a guardare tutti i film di Star Wars.
Me lo propongo sempre, ma per un motivo o per un altro non sono mai riuscita a recuperarli. Forse approfitterò della pausa invernale delle serie tv per mettermi davanti al computer e recuperare tutti i film usciti finora.
Oltre a Star Wars, voglio riuscire a rimettermi in pari con i film della DC Extended Universe e anche con qualche altro film che ho sulla mia wish list di Cinemaniac, come la trilogia di Ritorno al futuro e Big Hero 6.

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Sul fronte delle serie tv ho visto tantissime cose.
Ho recuperato tutto quello che mi proponevo nella wish list estiva e in quella autunnale e mi sono messa in pari con le tutte le cose che sto seguendo. Se dovessi stilare così, su due piedi, le mie tre preferite di questo 2017 direi:
1) Dirk Gently Holistic Detective Agency, che avevo iniziato con zero aspettative dietro suggerimento di un’amica e che poi si è rivelata tra le mie preferite, al punto che sto considerando seriamente di fare il rewatch. E no, porca vacca, non accetto che sia stata cancellata;
2) Grace and Frankie, che okay, sapevo che l’avrei amata, ma non immaginavo così tanto. L’unica cosa di cui mi sto pentendo su questa serie è di averla recuperata troppo presto, e ora mi ritrovo a rodermi il fegato perché 19 GENNAIO DOVE SEI?
3) La decima stagione di Doctor Who, che mi ha fatto urlare un “Finalmente!” dopo che ho messo su la prima puntata, alla fine di un anno intero passato a recuperare sia la serie classica che quella nuova. Ora il problema è che si sta avvicinando lo speciale di Natale e non sono psicologicamente pronta a quella cosa che succederà e che voi sapete.

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Per il 2018, comunque, spero di continuare in questo modo. Comunque so già che da gennaio febbraio sarò occupata con alcuni ritorni come la seconda parte di Disjointed, la terza stagione di Baskets e la seconda parte di The Tick, mentre per le serie nuove aspetto Rise e Alex, Inc. – il primo è un drama musicale con Josh Radnor e il secondo è una comedy con Zach Braff. E a questo aggiungiamo anche alcune serie che ho in mente di recuperare, ma che probabilmente guarderò in estate.

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Dunque, questo è il mio piano di battaglia su film e serie tv per il 2018, ci si vede alla prossima con l’ultimo post sui buoni propositi.
Ciao!

Verso il 2018 {Parte 2}

Aaand here I am again!
La scorsa volta avevo accennato ai miei obiettivi per la real life, oggi voglio spostare l’asticella verso il cazzeggio e parlare di letture.

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Questo 2017 mi sono ritrovata bloccata per quello che riguarda la lettura dei libri.
Non che io non abbia letto nulla, eppure se considero gli anni passati in cui leggevo circa un libro a settimana, so di essere rallentata molto su quel versante. In compenso sono andata molto forte sui fumetti: ho iniziato e finito Assassination Classroom, sto recuperando PK Giant e altre robe Disney, ho cominciato diverse serie a fumetti come quelle legate a Doctor Who e Faith, per cui sotto questo aspetto non ho di che lamentarmi.

Nel 2018 spero, ad ogni modo, di riequilibrare la situazione leggendo più libri e sbloccandomi da questo rallentamento temporaneo. Attualmente sto leggendo Doctor Who: Pioggia di Diamanti di Mike Tucker – piano piano, ma lo sto facendo – e conto di rileggere Kobane Calling di Zerocalcare entro la fine dell’anno, in modo da partire fresca fresca con la Sfida dell’Alfabeto del forum Libridine. A proposito di questa sfida, conto di fare una serie di mini post/recensioni sul blog al riguardo: nel frattempo, lascio a chi è interessato il link al regolamento su Libridine e qui di seguito l’elenco di libri che ho scelto per la sfida.

Adams Richard – La collina dei conigli
Boll Heinrich – Opinioni di un clown
Christie Agatha – Poirot sul Nilo
Dumas Alexandre – I tre Moschettieri
Ende Michael – Momo
Funke Cornelia – Cuore d’inchiostro
Galbraith Robert – La via del male
Haddon Mark – Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte
PASSO Morris Jonathan – Doctor Who: La città infetta
Leblanc Maurice – Tutte le avventure di Arsenio Lupin
Morris Jonathan – Doctor Who: Toccato da un angelo
PASSO Dumas Alexandre – Vent’anni dopo
Orwell George – Fiorirà l’apidistra
Pennac Daniel – Il paradiso degli orchi
Quick Mattew – Perdonami Leonard Peacock
Radice Teresa, Turconi Stefano – Non stancarti di andare
Shaffer Marry Ann – La società letteraria di Guernsey
Tyler Anne – Guida rapida agli addii
PASSO Dumas Alexandre – Il visconte di Bragelonne
Vargas Llosa Mario – Lettere a un aspirante romanziere
Zerocalcare – Macerie prime

Per i fumetti voglio continuare a mantenermi su questa linea. In particolare voglio proseguire con PK Giant, serie a cui sono particolarmente affezionata perché adoro Paperino e adoro questa versione cazzuta di Paperinik: in lettura sono arrivata al numero 15 e, considerati i miei tempi, conto di mettermi in pari con le uscite entro marzo/aprile *yeah!*.
Voglio inoltre recuperare A silent voice di Yoshitoki Oima e di cominciare Arte di Kei Ohkubo, così inizio a guardarmi intorno per quello che riguarda i manga e i fumetti orientali in generale. In questo ambito sto già seguendo Kiss him not me! di Junko e aspetto il secondo e ultimo volume di Il marito di mio fratello di Gengoroh Tagame, ma nulla mi vieta di guardarmi un po’ in giro – nulla a parte il mio portafoglio, sento già che trema!

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Chiudo così questo post sulle letture, pregandovi di scrivermi qualche titolo da leggere che vi sentite di consigliarmi, fumetto o libro che sia.
Alla prossima!

Verso il 2018 {Parte 1}

Il 2018 è praticamente alle porte.
Di solito si approfitta del mese di dicembre per fare bilanci, buoni propositi, scorpacciate di cibo ai cenoni natalizi e via discorrendo. Alla luce di questa considerazione venerdì mattina, mentre mi preparavo a una mattinata di studio, ho pensato di scrivere una serie di quattro post in cui faccio un recap di questo 2017 e mi propongo degli obiettivi per il 2018 che spero di soddisfare.

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Il primo di questi post sarà dunque dedicato al real life.
Io sono la prima a dire che, se dipendesse da me, passerei tutto il santo giorno a nerdare come se non ci fosse un domani, ma ahimé questo non è possibile. Proprio per questo motivo sento di aver trascurato, nel corso di questo 2017, diverse cose che invece avrebbero dovuto essere importanti.
Attenzione, però, non sto dicendo di non aver combinato nulla, anzi: ad aprile, per esempio, mi sono laureata alla Triennale e ho appena cominciato la Magistrale, per non parlare del fatto di aver recentemente cominciato a lavoricchiare dando ripetizioni di matematica e fisica. Tuttavia, ho come la sensazione di non aver dato a questi traguardi e al loro raggiungimento l’attenzione che essi meritavano e questo ha pesato, e sta tuttora pesando, sulla soddisfazione che deriva da queste esperienze.

Dal punto di vista dello studio, mi sono già posta come obiettivo quello di dare tre esami a sessione, cercando di superarne almeno due rifiutando ogni voto sotto a 24/30.
Mi ero data questo obiettivo già all’inizio della Magistrale e voglio ripetermelo adesso con il nuovo anno alle porte. Ho già dato un’occhiata alle date dei primi appelli e credo – spero – di riuscire a portare a casa quegli esami con quelle tempistiche. Ho persino cambiato il mio modo di studiare, quindi spero che questo sia da ulteriore incentivo per il mio cervello quando avrò bisogno di motivazione.

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Al di là dello studio, vorrei riuscire a replicare alcune esperienze fatte quest’anno: vorrei, infatti, tornare a vedere l’opera – l’esperienza con la Turandot mi era piaciuta – e spero di convincere diversa gente a seguirmi al Lucca Comics del 2018 – magari stando là più di un giorno, visto che quest’anno non ho potuto.

Questo brevissimo post è finito.
Spero di riuscire negli obiettivi che mi sono proposta e di averne portati a termine almeno la metà quando rileggerò queste righe alle soglie del 2019.
Alla prossima!

I preferiti di Novembre

Eccoci di nuovo qui al bilancio mensile di Novembre, il penultimo per quello che riguarda questo 2017.

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La serie tv preferita di questo mese è stata The Tick.
L’avevo cominciata giusto per avere quei venti minuti di svago durante la pausa pranzo e, nonostante la sua brevità, mi è entrata nel cuore. Aspetto tantissimo la seconda parte della prima stagione, che dovrebbe arrivare a febbraio.
Sempre nell’ambito delle serie tv, per la prima volta da quando guardo telefilm ho deciso di abbandonare ben due serie: Tin Star – non ho più voglia di passare l’intera puntata a farmi spappolare il fegato dalla rabbia per ogni personaggio – e Inhumans – mi dispiace, ma quella serie mi ha delusa troppo.

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Il film del mese è stato La fine del mondo di Edgar Wright.
È stata una visione forzata, visto che l’hanno proiettato sul pullman durante il viaggio di ritorno dal Lucca Comics, ma è stata una bellissima sorpresa. È stato divertente soprattutto il plot twist a metà film e penso di recuperare gli altri due della Trilogia del Cornetto appena mi sarò messa in pari con le serie che sto guardando.

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Il libro di questo mese è stato Dimentica il mio nome di Zerocalcare.
Mi ero proposta di recuperare tutta la sua bibliografia prima dell’uscita di Macerie prime – fallendo miseramente, ma dettagli! – e rileggere Dimentica il mio nome è stata un’esperienza bella come la prima volta.

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I fumetti del mese sono stati gli ultimi sei volumi di Assassination Classroom.
Mi ci è voluto un po’ per recuperarli tutti non tanto per la pesantezza – macché, sono leggeri! – quanto piuttosto per aver realizzato che, dopo quei sei, non ci sarebbero stati altri volumi di Assassination Classroom e ho quindi rimandato il più possibile il momento in cui l’avrei finito. La storia nel complesso è stata veramente bella e mi sono anche un po’ commossa sul finale – cosa mai successa, giuro!

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Le due esperienze del mese sono state il Lucca Comics and Games e il NaNoWriMo.
A Lucca, per la prima volta, ci sono andata da sola con un viaggio organizzato e nonostante la giornata lunga, la folla e la stanchezza per il viaggio in pullman devo dire che è stata una bellissima esperienza. Spero di poter replicare anche l’anno prossimo, magari restando qualche giorno in più.
Il NaNoWrimo, invece, mi ha tenuta impegnata durante tutto il mese con la prima stesura di Basil. Mi sono divertita, mi sono commossa per essere riuscita a portare a termine una storia senza arenarmi due giorni dopo e, grazie a questa iniziativa, ho conosciuto il gruppo The Never Ending Cabin. Ho fatto una serie di post sul NaNo che potrete trovare qui.

Lo sfondo del mese del mio cellulare è stato questo aesthetic in sei parti fatto da me e dedicato alla Sol/Robert di Grace and Frankie.

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Alla prossima!

NaNoWriMo – Week #5

Mancano ormai poche ore alla mezzanotte.
Mi prendo una pausa dalla rilettura sommaria di Basil per scrivere quest’ultimo commento a proposito del primo NaNoWriMo.

Come ho scritto nel post di domenica, ho approfittato della pausa pranzo di lunedì per finire Alfa. Come nei lunedì passati, purtroppo, anche quest’ultimo di novembre è stato il giorno della settimana in cui ho scritto un po’ meno rispetto al solito. Le giornate più produttive sono state quelle del 28 e del 29, in cui ho scritto sia Beta che Shutdown, ovvero gli ultimi due capitoli della storia e, venti minuti prima della mezzanotte, ho finito tutta Basil. Come avevo previsto, la storia non ha superato le 35.000 parole, ma essere comunque riuscita a portare a termine una trama a cui tenevo molto è stato un ottimo traguardo, per me.
Qualitativamente, mi sono piaciuti i due capitoli che ho voluto dedicare al personaggio di Wyatt Starling, anche se caratterialmente lo odio. Ho avuto – e sto avendo tuttora – un ripensamento sull’ultimo capitolo e ho come la sensazione che a gennaio, quando ci sarà la revisione, imprecherò tantissimo per riscriverlo.

Siccome già so che a gennaio non ricorderò nulla delle modifiche che voglio fare alla storia, ho deciso di passare quest’ultimo giorno di NaNo per rileggere sommariamente la storia e appuntarmi tutte quelle parti che risistemerò. Oggi ho controllato i primi cinque capitoli e ho aggiunto le 1.816 parole di appunti per la revisione al contatore. Non arriverò a rileggere tutto entro oggi, ovviamente, ma voglio pormi l’obiettivo di farlo entro domenica, così potrò passare il resto di dicembre in serenità lontana dal romanzo.

Tirando le somme, mi sono divertita molto a scrivere una manciata di parole al giorno. Ripeto, tenevo molto e tengo ancora alla storia con cui ho partecipato e sono felice di essere riuscita a portarla a termine, sapendo che con la versione precedente mi ero arenata a un punto morto. La prossima storia, Jack and the Commodores, sta iniziando ad avere dei contorni più definiti e che sto appuntando su un file preparatorio a parte, in modo da non arrivare al prossimo NaNo con l’acqua alla gola.

Lascio, per l’ultima volta, un estratto da Basil e vi do appuntamento al prossimo post.

«A te l’onore, raggio di sole» disse Wyatt indicando la tastiera del computer e Allison accarezzò il tasto Invio.
Due anni, tre mesi e diciannove giorni di lavoro incessante stavano per essere messi alla prova con quel tasto: anni di sbagli, di riscrittura, di processori che rischiavano di scoppiare per il troppo lavoro. L’amicizia di Wyatt con il capo della polizia Gibson aveva fatto ottenere l’accesso del programma a tutti i dati della polizia della città: bisognava solo aspettare che il programma elaborasse tutti quegli esempi e poi si poteva passare alla fase vera e propria del test, in cui Basil avrebbe dato un serio contributo ad alleggerire il lavoro umano della polizia.
Allison premette Invio e aspettò. Lei e Wyatt aspettarono minuti, ore intere che Basil visionasse tutti quegli esempi ed imparasse come avrebbe dovuto lavorare un poliziotto.
Le cose cominciarono ad andare storte tre ore e venticinque minuti dopo.

Dal 1° al 30 novembre
Basil: 32.721 parole
Post del blog dedicati al NaNo: 3.354 parole
Appunti per la revisione: 1.816 parole

Totale: 37.891 parole

NaNoWriMo – Week #4

Bentornati sul mio blog.
Questa è la quarta e penultima puntata del mio resoconto sul NaNoWriMo. L’ultima uscirà il 30 novembre – proprio l’ultimo giorno – mentre se vi siete persi i precedenti post vi rimando alla pagina che raccoglie tutti i link.

Iniziamo partendo dalla quantità.
Questa settimana ho avuto un ulteriore sprint e, dal mio ultimo aggiornamento sul blog, ho scritto oltre diecimila parole. Questo significa che ho superato l’obiettivo minimo delle ventimila parole che mi ero imposta per questo primo NaNoWriMo.
Lunedì ho scritto solo 736 parole e ho battuto un po’ la fiacca perché mi portavo dietro la stanchezza del giorno prima e delle lezioni all’università. Per il resto, durante la settimana appena passata, sono comunque riuscita a mantenermi intorno a una media di poco più di mille parole.

Qualitativamente, la storia che sto scrivendo sta iniziando a piacermi proprio in questo periodo.
Tra mercoledì e venerdì ho scritto Notify, Scope e Event-driven, che sono i tre capitoli in cui ho voluto approfondire l’importanza di Harvey all’interno della storia e in cui, in particolare, ho inserito i flashback su Miles e Harvey che hanno portato alla scena della sparatoria in procura. Scrivere questi capitoli, specialmente dopo aver passato i giorni precedenti a immaginarli, mi ha lasciato molta soddisfazione non tanto per la qualità della scrittura – in corso d’opera, infatti, ci sono stati un paio di punti che non mi hanno convinto – quanto piuttosto per il fatto che, nel primo abbozzo di Basil, mi ero arenata molto prima di quel punto e sono quindi stata felice di aver avuto la costanza di non farmi tentare la pigrizia e superare quell’ostacolo.
Altre due scene che mi hanno soddisfatto – soddisfazione del tutto inaspettata – sono state il combattimento tra Miles e Abigail in God Mode e il confronto tra Basil ed Eris prima della distruzione di quest’ultima. Ora sono un po’ spompata perché ho oltrepassato queste scene importanti e devo affrontare un altro evento grande, ovvero le origini di Eris. Oggi cerco di iniziare Alfa, ovvero il secondo dei tre capitoli dedicato a questo evento, e se non dovessi finirlo potrei tornarci domani o martedì sperando di concluderlo.

Sempre negli ultimi giorni di questa settimana, per staccarmi dal lavoro sulla prima stesura di Basil, ho buttato giù qualche idea sul lavoro da fare per il prossimo NaNoWriMo. Di questa prossima storia ho in mente solo il titolo – Jack and the Commodores – e qualche scena nella mente, ma se ne avrò occasione ne riparlerò sul blog.

Vi do appuntamento a giovedì 30 con questo estratto dal capitolo 25:

Harvey lasciò che Miles coprisse di schiuma ogni parte del viso, inclinando di qua e di là la testa per aiutarlo, e non disse nulla finché Miles non prese il rasoio.
«Miles, devi dirmi qualcosa?» chiese afferrandogli il polso.
«Non capisco cosa intendi».
«L’ultima cosa che ricordo prima della sparatoria è che ce l’avevi a morte con me per quella faccenda dell’investigatore» disse Harvey e Miles appoggiò il rasoio sulle gambe: «E ora che tutta questa storia di Eris è finita mi riempi di attenzioni, parli di quando torneremo a casa, mi fai addirittura la barba. Non che io non apprezzi le coccole, sia chiaro».
«L’ultima volta non le hai disprezzate, in effetti».
«Porco» rise Harvey tirandogli un debole pugno sul braccio: «Il punto, Miles, è che credo che tu voglia farti perdonare per quello che mi è successo».
«Harvey…».
«Miles, va tutto bene» disse Harvey: «I responsabili sono morti, tu e quella IA – Basil, no? – avete risolto i casi e smantellato tutta l’organizzazione. Non è colpa tua per quello che mi è successo» aggiunse accarezzandolo dietro al collo.
«Ti ho detto delle cose che non avrei voluto pensare…» mormorò Miles posando la sua mano dietro al collo, sopra quella di Harvey.
«Le ho dette anche io».

Dal 1° al 26 novembre
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NaNoWriMo – Week #3

Questo post doveva uscire ieri, lo so, ma sono tornata tardi ed ero troppo stanca per mettermi a scrivere qualsiasi cosa.
Ad ogni modo eccomi con il penultimo aggiornamento settimanale sul NaNoWrimo. Se vi siete persi le due puntate precedenti, vi rimando alla pagina con i link ai due precedenti resoconti e alla mia pagina sul sito del NaNoWrimo.
*Fine angolino pubblicità*

Dal punto di vista della quantità, ho scritto di più nella settimana appena trascorsa che nelle due precedenti messe insieme. La settimana scorsa mi ero proposta di scrivere almeno 500 parole al giorno e invece sono riuscita a mantenermi su una media di oltre mille. L’unica giornata in cui non ho mantenuto questa media è stata venerdì, ma quella la ritengo un giorno da dimenticare perché mi hanno appioppato una commissione che mi ha portato via tutto il pomeriggio – avevo passato la mattina a studiare – e la cosa mi ha lasciato talmente frustrata che nell’unica mezz’ora che ho potuto dedicare alla scrittura ho scritto solo 186 parole.

Per quello che riguarda la storia, voglio citare due eventi in particolare che mi hanno ridato un po’ di fiducia nel lavoro che sto facendo.
Il primo è accaduto nella mattina di mercoledì scorrendo la home di Facebook, quando ho beccato una foto di Peter Capaldi – possa non avere mai mal di testa, quell’uomo! – in una posa identica a come avevo immaginato Harvey, il fidanzato del mio protagonista Miles e uno dei pilastri della storia. Averla trovata mi ha dato nuova forza per continuare il mio lavoro, dissipando anche il dubbio sulla caratterizzazione dei personaggi di cui avevo parlato nella volta scorsa. La foto è questa qui – ammirate, grazie!

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L’altra cosa che mi ha ridato più fiducia in quello che stavo facendo è successa venerdì.
Nelle due giornate precedenti avevo inserito due scene che non avevo previsto quando avevo pianificato a grandi linee tutta la storia, ovvero la scena in cui Basil viene infettato dal virus e il flashback su Abigail, l’assistente dell’antagonista. Per cui venerdì mattina, dopo essermi presa una piccola pausa dallo studio, ho deciso di fare quello che avrei dovuto fare all’inizio del NaNo, ovvero ho scritto su Google Keep le tracce di tutte le scene delle quattro timeline su cui si basa la storia. Già il giorno dopo, però, una di queste scene è stata scritta in modo diverso e ho inserito un flashback che non avevo previsto ma che si è rivelato utile per collegare tre di queste timeline, tuttavia ora so dove andrà a parare tutta la faccenda.

Questo è il bilancio di questa terza settimana di NaNoWriMo. L’estratto con cui chiudo il post è quello che più mi è piaciuto di ciò che ho scritto questa settimana:

«Basil, la morte di Bailey non è stata colpa tua».

«…per amore del suo nome…».

«Lo so, detective, sto solo constatando di aver agito in modo errato» ribatté Basil: «E che le conseguenze di questo errore sono state la morte di Christopher Bailey, di Shonda Miller e di Garreth Miller, nonché il rallentamento di tutte le indagini collegate a questi omicidi».

«E io che pensavo che ti sentissi in colpa».

«… Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male…».

«Io non posso provare il senso di colpa, detective. Non sono stato programmato per provare sentimenti, ma per chiudere casi come questo razionalmente».

«Mi dispiace per te».

«Tuttavia, la constatazione scientifica degli errori che ho commesso è quanto di più vicino al senso di colpa, in questo momento. Inoltre, sono stato costruito per imparare dai miei errori ed evolvermi grazie ad essi, per cui se voglio trovare Eris, chiunque egli o ella sia, non mi resta che cercare di non ripetere le circostanze che hanno portato alla morte di Bailey».

«Profondo, da parte tua».

«… perché tu sei con me».

Alla prossima!

Dal 1° al 19 novembre
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NaNoWriMo – Week #2

Eccomi al mio secondo riepilogo domenicale sul NaNoWriMo (qui trovate il resoconto della prima settimana).
Sinceramente credevo di aver fatto di meno rispetto ai primi cinque giorni, ma a conti fatti non è stato così, ma a questo ci arriveremo.

Passato il lungo, lunghissimo ponte di inizio Novembre, l’università mi ha simpaticamente ricordato *inserire sarcasmo* che dal lunedì al giovedì posso anche scordarmi di essere produttiva e in pari con il numero di parole giornaliere previste. Comunque, come avevo già spiegato nel post precedente, avevo tenuto in conto che non sarei riuscita ad arrivare a 50.000 parole e che, anzi, mi sarei ritenuta soddisfatta se fossi arrivata a 20.000; era anche vero, però, che non volevo passare il lunedì senza concludere niente per cui, ispirata da una minisfida sul gruppo NaNoWriMo Italia, ho deciso che in questi quattro giorni in cui sarei rientrata tardi avrei estratto un numero a caso tra uno e cinque e avrei scritto almeno quel numero di parole moltiplicato per cento.
Perciò:
– Lunedì 6 ho scritto 229 parole;
– Martedì 7 ne ho scritte altre 416;
– Mercoledì 8 ne ho scritte 164;
– Giovedì 9 ho chiuso con altre 461;

Venerdì non avevo lezione e avrei dovuto, almeno in teoria, approfittare di quella giornata libera per studiare, ma poi ho pensato “E se cercassi di arrivare almeno alle cinquemila parole?”.
Ho diviso il lavoro in tre sessioni da circa un’ora, una prima di pranzo e due nel pomeriggio, e ho finito di scrivere Log in e sono arrivata a due terzi di Beta, ovvero il quarto e il quinto capitolo di Basil. Prima di cena, quando ho chiuso la giornata di venerdì e ho contato le parole, non solo avevo superato il mio obiettivo, ma mi mancava pochissimo alle 6.000 parole.
Ho superato le seimila parole nella giornata di ieri, ma non sono riuscita a essere produttiva come avrei voluto – grazie, vita reale, grazie di cuore – anche perché sono stata indecisa parecchio a lungo sulla scena da cui sarei partita in quella giornata. Oggi, invece, ho scritto poco più di mille parole e per questo ringrazio tantissimo The NeverEnding Cabin, un carinissimo gruppo di fanciulle che su Facebook si riuniscono per spronarsi a vicenda con degli sprint collettivi di scrittura.

Bene, questo è stato l’andamento della settimana.
Ho scritto sicuramente di più rispetto alla prima settimana, ma avrei voluto poter fare di meglio. Stasera, dopo aver recuperato alcuni episodi che non ho visto in settimana, cercherò di tagliare il traguardo delle 8.000 parole, ma non garantisco nulla. Comunque, questa settimana voglio pormi come obiettivo di scrivere almeno 500 parole al giorno dal lunedì al giovedì e almeno 1.000 al giorno nel fine settimana.
Per quanto riguarda il romanzo, ultimamente sono poco convinta della caratterizzazione della coppia principale – probabilmente è dovuto a un ripensamento sui prestavolti che ho scelto per loro – ma ci ritornerò quando il NaNo sarà finito. Quello che posso fare nel frattempo è cercare di aggiustare il tiro in corso d’opera e arrivare almeno a un terzo della trama principale, ovvero all’inizio della caccia al killer.
Nel frattempo, vi do appuntamento a domenica 19 con un estratto di quello che ho fatto questa settimana:

«Una segreteria telefonica? Sul serio?».
«Beh, considerando che perdi il cellulare ogni due per tre e che tratti il telefono di casa come un soprammobile, direi che può esserti utile».
Miles scosse la testa e, spronato da Harvey, collegò lo strumento al telefono del suo appartamento e poi premette il pulsante per la registrazione.
«Ciao, questa è la segreteria telefonica che il mio fidanzato pieno di fantasia – ahio!» esclamò con esagerazione quando Harvey gli diede un pugno sulla spalla: «E anche violento ha pensato bene di regalarmi per il nostro anniversario. Comunque, sapete come funziona dopo il bip» aggiunse divertito prima di terminare la registrazione.
«Contento?» disse ad Harvey e rise quando lui gli rispose con un dito medio, poi lo afferrò per il braccio e lo attirò a sé: «Grazie, comunque» gli sussurrò baciandolo sulla tempia.

Alla prossima!

Parole scritte dal 1 al 12 novembre
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