Sfida dell’Alfabeto – D

Salve a tutti,
dopo un’eternità e anche di più, torno a parlare della Sfida dell’Alfabeto 2018 in questo blog.
Per chi ha bisogno di rinfrescarsi la memoria, la Sfida dell’Alfabeto è una challenge di lettura che si svolge sul forum di Libridine e in cui i partecipanti si impegnano, nel corso del 2018, a leggere una lista di libri in ordine alfabetico per autore. Trovate tutte le informazioni in questa pagina, se siete curiosi di provare anche voi.
Direi che questo post ha aspettato fin troppo per venire alla luce, perciò direi di cominciare subito.

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Titolo: I tre moschettieri (Les trois mousquetaires)
Autore: Alexandre Dumas padre
Trama: Giunto a Parigi per entrare tra i moschettieri di Luigi XIII, d’Artagnan diventa – in seguito a una serie di vicissitudini – amico degli inseparabili Athos, Porthos e Aramis. Insieme ai suoi amici dovrà affrontare diverse avventure legate agli intrighi politici di quegli anni.

A un primo impatto, I tre moschettieri può sembrare un mattone noioso: anche fisicamente parlando, non è esattamente un libro sottile – l’edizione che ho io conta 635 pagine. Ciononostante, a dispetto di tutte le descrizioni degli eventi politici del XVII secolo, è un romanzo veramente scorrevole e un classico veramente coinvolgente.
Ho poi amato i personaggi, soprattutto i quattro protagonisti (lo ammetto, Athos un pochettino di più rispetto agli altri) e mi è piaciuto il fatto che i personaggi realmente esistiti (la regina, Richelieu, Buckingham) svolgano un ruolo attivo nella trama senza essere troppo ingombranti.
Riassumendo, I tre moschettieri mi è piaciuto e anche tanto, nonostante ci abbia messo un po’ per finirlo – maledetta vita sociale, sgrunt! Voglio affrontare con lo stesso entusiasmo gli altri due della trilogia dei moschettieri.

Alla prossima!

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I preferiti di Aprile

Benvenuti a una nuova puntata dei preferiti del mese.
Con una rapidità che sta sorprendendo anche me, oggi vi parlerò del mese di Aprile appena passato attraverso gli oggetti preferiti che lo hanno caratterizzato.

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Di libri, film e serie tv non ho da dire pressoché niente.
Sono ancora alle prese con la lettura de I tre moschettieri – se tutto va bene, uscirà un post al riguardo per la Sfida dell’Alfabeto – e non ho visto film né al cinema né in streaming – rimedierò al più presto anche in questo campo. Per quello che riguarda le serie tv, sono riuscita a proseguire con Jessica Jones e ho visto le prime tre stagioni di RuPaul’s Drag Race, ma a parte questo non ho visto molto altro.

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I fumetti preferiti di Aprile sono stati i numeri 23 e 25 di Pk Giant.
Lessi il 25, Frammenti d’autunno, prima di iniziare questa testata, avendo letto in giro che si poteva capire benissimo la storia senza leggere gli altri: oggettivamente è stato così, ma rileggerla dopo ventiquattro numeri in cui ti sei immerso in questa rivisitazione del personaggio di Paperinik è tutt’altra cosa. Provare per credere.
Il numero 24, invece, è stata una sorpresa piacevole soprattutto per quello che riguarda il personaggio di Gorthan, che è diventato il mio villain preferito di questa serie.

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L’esperienza del mese è stata la partecipazione – e la vittoria – al Camp NaNoWriMo organizzato proprio in questo mese.
Non mi dilungherò sui dettagli – li potrete trovare qua – ma scrivere Memo questo mese è stato più piacevo e divertente rispetto alla stessa esperienza con Basil a novembre. Non vedo l’ora di mettermi a revisionare quello che ho scritto, ma mi sono imposta di lasciar passare il Camp di luglio prima di farlo.

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La musica del mese – ricollegandomi a quello che ho scritto poco fa – è la playlist di Memo.
Leggendo vari suggerimenti in giro, ho creato una playlist con una ventina di canzoni per Youtube e l’ho ascoltata a ripetizione mentre scrivevo il romanzo. Di solito non scrivo con la musica perché l’ho considerata sempre una distrazione, ma questo mese mi ha stimolato anche scene che non avevo previsto nella sinossi del romanzo. Quindi sì, direi che la playlist entra di diritto nella musica di Aprile.

Gli sfondi del mese sono una foto di quel grande gnocco di Tim Roth (per il telefono), una fan art su John Barrowman che ho trovato nella sua pagina (per il tablet) e un frame dallo speciale per i Cinquant’anni di Doctor Who (per il computer).

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Alla prossima!

Camp NaNoWriMo Aprile 2018 – Week #4

Questo post sarebbe dovuto uscire domani, poi contro ogni mia aspettativa è successa una cosa che ha cambiato totalmente i miei piani.
Ladies and gentlemen, ho vinto il Camp NaNoWriMo.

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Sinceramente, sono stata convinta fino all’ultimo che non sarei riuscita a superare le 30.000 parole del mio obiettivo.
Non so cosa sia scattato nel mio cervello, ma questa settimana scrivere il capitolo 12 – il penultimo di Memo – ha tirato fuori cose che mai, fino a un mese fa, sarei stata in grado di scrivere. Probabilmente molte delle parole che ho scritto saranno superflue, ci saranno alcune relazioni che dovrò ripensare – tipo quella tra Memo e Persefone – e sto persino dubitando dell’effettiva utilità di un paio di personaggi, ma la revisione e la seconda stesura sono fatte per questo.

Ieri sera, però, ho deciso di non pensare alla revisione e di godermi la vittoria.
Dopo aver stampato il certificato e detto a chiunque conoscessi della mia vittoria, ho stampato e forato le centoquattordici pagine – RuPaul’s Drag Race è un ottimo sottofondo per farlo, a proposito – e le ho chiuse in un raccoglitore rosso che si trova nella mia libreria. Quando deciderò di riprendere Memo in mano, lo troverò là.

Partecipare al Camp è stato piacevole e, a dirla tutta, mi sono divertita di più a scrivere Memo che Basil.
Credo che le nuove abitudini che ho preso per questo libro – la musica, la preparazione, ecc. – le porterò con me anche nei miei prossimi progetti. Uno di questi sarà la progettazione e la stesura del racconto per la fine del corso di scrittura creativa a cui ho partecipato a marzo, dopodiché mi prenderò una pausa dalla scrittura fino a giugno, quando mi preparerò per il Camp di luglio.

Concludo questo post lasciandovi il solito, piccolo estratto da Memo e ringraziando tutti coloro che hanno letto le mie avventure in questo mese. Alla prossima!

«Mi fido di te, fratellino» aveva detto infine Louis: «Mi andrà bene qualunque decisione tu prenderai».
«Ne sei sicuro?».
«Certo, e poi è stata una nottataccia. Non nel senso brutto del termine, sia chiaro» aggiunse in fretta: «Ma ho bisogno di pensare un po’ da solo».
Memo gli aveva stirato un sorriso incerto e, per incoraggiarlo, Louis gli diede una pacca sulla spalla. Memo sospirò e fu il primo a entrare nell’Hayden, seguito immediatamente da Persefone: quando Kronos chiuse la porta del locale, Louis poté finalmente tirare un sospiro di sollievo. Appoggiò una mano sulla porta, poi la ritrasse e la infilò in tasca camminando avanti e indietro. Riflettendoci, avrebbe avuto di che pensare per una vita intera: ricordò che due sere prima, proprio in quel punto, stava telefonando a Memo di muovere le chiappe e di raggiungerlo all’Hayden per tirarsi su dopo il licenziamento e ci mancò poco che non scoppiasse a ridere.
Si chiese cosa sarebbe successo se, quella stessa sera, non fosse riuscito a convincere il suo migliore amico a flirtare con Persefone e guardò quello che rimaneva del palazzo di fronte al locale. Probabilmente – sicuramente, anzi – i non morti non lo avrebbero attaccato, costringendolo ad allearsi con la Morte per salvare il Creato e ora – questo Louis poteva affermarlo con certezza – sarebbero stati due dei tanti morti in quell’assaggio di fine del mondo di cui era stato testimone. Mentre si rendeva conto di tutto questo, Louis senti una lacrima pungere contro la sua palpebra – non era del tutto sicuro che si trattasse della sola stanchezza – e si strofinò l’occhio.

Dal 1° al 29 aprile 2018
30.648 parole

Camp NaNoWriMo Aprile 2018 – Week #3

Siamo quasi giunti al termine di questa edizione del Camp NaNoWriMo.
Mancano otto giorni prima di dover posare le penne – o le tastiere, come nel mio caso – e aspettare con ansia che arrivi luglio al più presto. Fino ad allora, godetevi le ultime due puntate di questo diario di bordo (l’ultima, come ho già spiegato, uscirà il 30 aprile e non il 28).

Dunque, l’inizio di questa settimana non è stato affatto tra i più semplici a causa di un problema all’università: questa difficoltà ha inciso sulla scrittura, sia per la quantità – lunedì non ho scritto moltissimo – che per la qualità. Come se questo non bastasse, sono ormai certa che la storia non supererà le 30.000 parole che mi ero posta come obiettivo: su quest’ultimo punto, però, ho deciso di non rimanere a farmi mille paranoie mentali e di scrivere finché Memo non avrà qualcosa da dire.

La settimana ha cominciato a prendere una piega più positiva a partire da martedì/mercoledì e si è notato soprattutto nella quantità di parole. In un paio di occasioni non solo ho superato l’obiettivo minimo giornaliero ma anche quello del giorno successivo. Se mai Memo dovesse occupare tutte le trentamila parole, potrebbe persino accadere con qualche giorno di anticipo. Venerdì, invece, ho raggiunto la vetta di Memo scrivendo la scena del duello tra lui e il Dio del Caos. La scena, oltre ad essere la più lunga che abbia mai scritto – ha sfiorato le duemila parole – mi ha succhiato via un sacco di energie fisiche, al punto che sabato non sono tornata al lavoro prima di sera.

Da quel momento in poi, però, la stanchezza per la stesura di questo romanzo si è fatta risentire. A differenza delle prime due settimane, però, ho trovato due valvole di sfogo per poter affrontare al meglio questi ultimi giorni di Camp: quando infatti sto per affrontare una scena impegnativa o non sento più Memo nelle mie corde, gioco un po’ a DuckTales Remastered oppure prendo qualche appunto su un nuovo racconto che devo scrivere per maggio. Quando e se ne avrò occasione, parlerò di entrambi qui sul blog.

Bon, per questa settimana direi che è tutto. Vi lascio un estratto dalla scena del duello e vi do appuntamento al 30 aprile con – ahimé – l’ultima puntata dei post sul Camp. Alla prossima!

Alexander parò a stento il primo e il secondo colpo. Schivò il terzo correndo all’indietro, mentre il quarto lo raggiunse all’avambraccio destro che si era messo appena in tempo tra la lama e il viso del mortale. I colpi della spada piovevano su di lui come un violento acquazzone di morte, mentre il viso di Seth era deformato in una maschera di furia resa ancora più terrificante dal sangue che lo sfregiava.

«Seth, ti prego, ferm…».

Alexander Whitaker non riuscì più a sentire il resto della frase del Dio della Vita. Quello che però riuscì a percepire con chiarezza, oltre al tempo e allo spazio che intorno a lui parevano rallentare fino a fermarsi completamente, fu la lama fredda della spada di Seth che entrava nel lato sinistro del suo petto, sfiorava il suo cuore e usciva dritta dalle sue spalle. Il respiro corto e arrabbiato di Seth sfiorò il viso di Memo per qualche secondo, poi il Dio del Caos lo afferrò per una delle spalle ed estrasse la propria spada.

Dal 1° al 22 aprile

21.872/30.000 parole

Camp NaNoWriMo Aprile 2018 – Week #2

Un’altra settimana di Camp è passata.
Siamo ufficialmente al giro di boa e la linfa vitale che mi aveva accompagnato e fatto forza nella prima settimana comincia a venir meno. So che questa è una fase perfettamente normale e che alcune scene sono più difficili da scrivere rispetto ad altre, ma raggiungere ogni giorno il mio obiettivo giornaliero sta diventando più difficile del solito e gli impegni che ho fuori dal Camp non me lo stanno rendendo facile.

Una cosa positiva di questa settimana appena trascorsa è che domenica scorsa, poco dopo aver aggiornato il blog, mi sono messa al lavoro e sono riuscita a superare le 9.000 parole, che erano l’obiettivo del giorno dopo. Nei primi tre giorni della settimana, poi, ho provato un po’ ad avvantaggiarmi sulla tabella di marcia, ma questo obiettivo è durato poco. Per non parlare del fatto che, proprio ieri sera, ho scoperto che la mia testa può reggere un massimo di poco più di 1.500 parole prima di cominciare ad andare in panne. Il che è un problema, se voglio scrivere 1.667 parole al giorno durante il NaNo di novembre

Dal punto di vista qualitativo, mi sto accorgendo che delle mille parole in media che scrivo ogni giorno, ne cancellerei almeno la metà. Probabilmente finirà per andare in questo modo, ma voglio costringermi a pensarci in revisione e a trascorrere con serenità gli ultimi quindici giorni di Camp.

Scrivendo, inoltre, mi sono accorta che con ogni probabilità la prima stesura di Memo conterà meno parole rispetto alle 30.000 che mi ero prefissata. Ho aggiunto una scena in corso d’opera e sto cercando di essere un po’ più prolissa su quelle che andrò a scrivere, anche se è controproducente per i motivi che ho scritto un paragrafo fa, ma se non tutte e 30.000, almeno 25.000 me le voglio portare a casa.

Questo è un – brevissimo – resoconto di quello che mi è successo questa settimana. Con il solito piccolo estratto e con il contaparole aggiornato, vi do appuntamento a domenica prossima!

I due simpatici mortali in questione si scambiarono un’occhiata perplessa. In realtà fu Louis a lanciarla a Memo, alzando un sopracciglio.
«Memo, dove hai detto che lavorano questi tizi?» domandò.
«Te lo stavo giusto per dire, Lou. Loro sono divinità».
«Sono cosa?».
«Divinità. Sai tutta quella cosa religiosa, no? Ecco, lei si occupa della Morte e lui del Tempo» disse Memo indicando Persefone e Kronos e si scoprì sorprendentemente calmo nel farlo: «Mentre lui è il Capo di tutto il Creato» aggiunse, alzando il mento in direzione del Dio della Vita.
«Ah».
«Poi c’è anche Seth, che però li vuole morti tutti e tre, conquistare il Creato e farlo finire in un’Apocalisse perpetua».
«Ah».
«Io sono finito per sbaglio in tutta questa vicenda – grazie per avermi convinto a provarci con la Morte, a proposito – e ho passato tutta la mattinata ad aiutarli a mettere i bastoni tra le ruote di Seth, dopo che lui ha mandato tre non morti e i loro potenziali sostituti a catturarmi per farmi torturare e uccidere».
«Ah».
«Vedo che l’esperienza di cronaca sportiva al liceo ti ha fatto un gran bene, Memo» commentò il Dio della Vita allegramente.
Come il suo amico pochi minuti prima, Louis Boyle guardò esterrefatto ognuna delle tre divinità. Deglutì a vuoto e il Dio della Vita lo salutò con la mano, rivolgendogli un largo sorriso che nelle sue intenzioni doveva essere rassicurante: per tutta risposta, Louis afferrò il proprio bicchiere e lo bevve tutto d’un fiato.

Dal 1° al 15 aprile 2018

14.577/30.000

Camp NaNoWriMo Aprile 2018 – Week #1

Lo avevo promesso nel post sul mio kit di sopravvivenza e, come ho fatto durante il NaNoWriMo a novembre, ogni domenica posterò sul blog gli aggiornamenti su Memo, il progetto che ho portato in questo Camp – l’unica eccezione sarà l’ultimo post, che sarà pubblicato il 30.

Dal punto di vista della quantità, i primi otto giorni di Camp sono andati meglio di quanto potessi sperare. Il 1° aprile, approfittando del fatto che era domenica, ho scritto più di 1500 parole, anticipando di mezza giornata la tabella di marcia: mi sono così imposta di scrivere ogni giorno almeno cinquecento parole in più del previsto in modo da avvantaggiarmi per il futuro in caso di sventure – leggi anche: mancanza di voglia e di tempo. L’unico momento della settimana in cui non ho rispettato questa regola è stato tra il 4 e il 5 aprile, ma a conti fatti non mi ha pesato molto, visto che poi ho recuperato in settimana.

Una cosa di cui mi sono accorta in questi primi otto giorni di Camp, poi, è il fatto che è aumentata la facilità con cui scrivo una scena dopo l’altra. Penso che uno dei motivi per cui sta accadendo sia il fatto che abbia pianificato tutta la storia invece di improvvisare ogni volta quello che dovevo scrivere: in questo modo, la mia testa aveva meno cose da ricordare e più spazio per pensare alla prima stesura. Un’altra cosa che mi ha aiutato molto, poi, è stata crearmi un’abitudine giornaliera: scrivere per un’ora e mezza ogni sera dopo aver visto una puntata di qualcosa – grazie RuPaul per aver allietato le mie serate scrittorie! – è un impegno che mi prendo con piacere crescente.

E il piacere è la terza cosa che mi sta piacendo di questo Camp. Benché nei primi minuti fossi abbastanza intimorita all’idea di affrontare il Camp con una storia che non sentivo muoversi nella mia testa, ogni giorno mi sto affezionando sempre di più a Memo e ai suoi personaggi. Magari non è una prima stesura perfetta – molte cose dovranno essere sistemate, soprattutto a livello di world building – ma, come accaduto per il NaNoWriMo, avrò tutta la revisione per sistemarla.

Questo è un piccolo riassunto di quello che è successo fino ad oggi. Vi lascio con un piccolo estratto di quello che sto scrivendo e vi do appuntamento alla prossima settimana:

«Avanti, Nora, entra» ordinò calma una voce profonda. Nora sospirò e fece il suo ingresso in quello che, una volta, era l’ufficio del giudice. Alla vista di Nora, l’uomo seduto alla scrivania si alzò e intrecciò le mani sul grembo.
«Dimmi, Nora, dov’è Persefone?».
«Mi è… Mi è sfuggita» ammise Nora faticosamente.
«Sfuggita?» domandò lui, inclinando la testa da un lato e fingendo di non capire. Nora deglutì a vuoto.
«Sono riuscita a rintracciarla in un locale, ma sono stata circondata da alcuni mortali».
«Erano suoi alleati, suppongo».
«Erano miei fan, Seth».
«Erano tuoi fan» disse Seth allontanandosi dalla scrivania e facendo due passi verso Nora: «E immagino che l’affascinante, celebre star del cinema Nora Rowles non sia riuscita a stare lontana dall’attenzione dei suoi adorati fan, giusto?» aggiunse a denti stretti.
«Ho cercato di allontanarli, ma…».
«Zitta!» sbottò Seth a voce alta e Nora dovette fare appello a tutto il proprio coraggio per non indietreggiare: «È inutile che accampi scuse per giustificare il tuo fallimento vergognoso!».
«Sì, signore».
«Avevi un solo compito, Nora, catturare la Dea della Morte e portarla da me. Persino uno dei tossici che ho ucciso per occupare questo palazzo avrebbe saputo farlo!».
«Certo, signore».
«”Certo, signore”» la imitò Seth avvicinando il proprio viso al suo: «Stai facendo di tutto per farmi pentire di averti risparmiato l’Aldilà? Perché se è così posso accontentarti e mandarti laggiù quando vuoi».
«No, signore».
«Allora esci fuori da qui e trova la Dea della Morte, chiaro?» sibilò Seth allontanandosi da lei: «O devo rispiegarti la sua importanza per quello che stiamo facendo?».
«La troverò, signore».

Parole scritte dal 1° all’8 aprile 2018
8.120/30.000

I preferiti di Marzo

Buonsalve!
Mi ritaglio una decina di minuti dal Camp NaNoWriMo per scrivere il consueto post dei preferiti del mese. Marzo è stato un mese particolare, tolti i dieci giorni di influenza.

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Il libro e il film del mese hanno lo stesso titolo, ossia Ready Player One.
Il libro di Ernest Cline mi è piaciuto molto – e poi oh, ho un debole per le storie con tante tecnologie -, ma se proprio devo trovare un difetto direi che in certi passaggi alcune cose sono state trattate in modo un po’ frettoloso.
Il film, che ho visto in anteprima il 20, è stato visivamente figo da guardare e, tranne che per la trama di base, si discosta parecchio dal libro, ma stranamente la cosa non mi ha affatto dato fastidio.

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Il fumetto del mese è stato il secondo e ultimo volume de Il marito di mio fratello.
Ho adorato il modo in cui si è conclusa questa miniserie e, ammetto, mi sono anche un po’ commossa negli ultimi capitoli, soprattutto per come poi è diventato il rapporto tra Mike e Kana.

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La serie tv del mese non è stata una serie, ma un reality: sto parlando della seconda stagione di RuPaul’s Drag Race.
Ero spalmata con l’influenza sul letto e ammetto che iniziare qualcosa di nuovo quando hai altre dieci serie in corso non è molto intelligente: a mia discolpa posso dire che avevo bisogno di spegnere il cervello e questa serie è stata l’ideale per farlo.

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La musica del mese è stata la colonna sonora de Il principe d’Egitto.
Per colpa di un medley di Peter Hollens, che mi ha sbattuto in faccia questo pezzo di infanzia, ho pensato bene di ripescare le canzoni originali e di ascoltarle in loop per tutto il mese, facendomi da colonna sonora persino durante la preparazione di un esame all’università.

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L’esperienza del mese è stata un corso di scrittura creativa che si è svolto in una città vicina a dove vivo.
Sono ancora a metà del corso, ma queste lezioni mi hanno risvegliato il cervello dalla piccola crisi che stavo avendo a causa dei preparativi per il Camp e sono stata felice di partecipare.

Gli sfondi del mese sono stati questo disegno di Ade e Persefone dalla pagina Facebook Olimpo: gioie e disagi (per il telefono), questa foto del Nono Dottore (per il tablet) e l’immagine promozionale della stagione 11 di Doctor Who (per il computer).

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Alla prossima!

Verso il Camp NaNoWriMo – Il mio kit di sopravvivenza

Manca un giorno al Camp NaNoWriMo.

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Fervono preparativi in ogni dove e io non sono da meno: già da una settimana la mia mente è assorbita dalla preparazione della storia che scriverò nei prossimi trenta giorni e ormai mi mancano solo gli ultimi dettagli prima di potermi dire pronta all’evento. Mi sono dunque presa una piccola pausa per parlarvi qui del progetto che porterò al Camp di Aprile.

Il titolo della storia è – provvisoriamente – Memo.
In realtà pensavo di partecipare con la retelling della fiaba del soldatino di stagno, ma ho rimaneggiato troppe volte quel progetto e non mi sono mai sentita soddisfatta. Il soldatino rimarrà dunque in sospeso, in attesa di un periodo migliore per rimaneggiarlo.
La nuova storia, la cui progettazione mi sta coinvolgendo decisamente di più, è un urban fantasy che vede protagonista un uomo che si innamora della Morte e che, insieme a lei, deve scongiurare l’Apocalisse. Premetto che l’urban fantasy è un genere che non ho affrontato molto spesso, né come lettrice/spettatrice né come scrittrice, mentre ho un po’ più esperienza con la commedia romantica, genere che sarà presente nella mia storia. Incrociamo le dita e speriamo bene.

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Se poi c’è una cosa che Basil e il NaNoWriMo mi hanno insegnato – e che un corso di scrittura creativa mi ha confermato – è che la progettazione e la preparazione sono importanti quanto la stesura, se non di più. Ragion per cui ho speso molto tempo a preparare il mio kit di sopravvivenza per il Camp mentre contavo i giorni che mi separavano da Aprile.

La prima cosa che ho messo in questo kit è il mio computer, su cui ho installato Bibisco.
Mentre al NaNo ho usato Word, per il Camp ho deciso di provare Bibisco, che è un programma opensource pensato per la scrittura di romanzi e che mi è stato utilissimo soprattutto per definire i personaggi che muoverò nella storia. Se mi troverò bene, non è escluso che lo utilizzi anche per le mie storie future.

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La seconda cosa che userò è il mio profilo nel sito del Camp NaNo, dove ho già creato la scheda del progetto e ho già fissato l’obiettivo di 30.000 parole. Lì aggiornerò ogni giorno il contaparole, con la speranza di scriverne almeno mille al giorno.

Un’altra cosa fondamentale che non può mancare per questo Camp è la playlist su Youtube dedicata a questo progetto e che conterrà tutte le canzoni che mi aiuteranno a scrivere la storia. È ancora in fase di aggiornamento, ma la potrete trovare qua.

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Il gruppo Facebook The NeverEnding Cabin è obbligatorio. Perché quando stai fangirlando malamente su una coppia che TU hai creato e non puoi esternare nel real quello che stai passando oppure hai bisogno di un calcio nel didietro per arrivare al numero di parole quotidiano, questo gruppo è l’ideale per farlo.

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Ultima cosa da mettere nello zaino, ma non per questo la meno importante, sarà il blog.
Come ho già fatto durante il NaNo, anche per il Camp scriverò ogni domenica un post per aggiornarvi sull’andamento della storia.

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E con questo direi che è veramente tutto.
Al prossimo post e buon Camp NaNoWriMo!

I preferiti di Febbraio

Siamo agli albori di Marzo e questo significa che è il momento dei preferiti di Febbraio.
Questo mese è stato molto breve e, almeno per me, non molto ricco di cose rilevanti da ricordare.

Partiamo dal libro del mese, ovvero Opinioni di un clown di Heinrich Böll.
Di questo libro ho parlato nel post dedicato per la Sfida dell’Alfabeto, ma riassumendo è stata una rilettura godibile, anche se sto avendo delle riserve sul continuare a definirlo uno dei miei libri preferiti.

Il fumetto del mese se lo aggiudica il primo volume di Arte.
Lo avevo preso di impulso al Lucca Comics scorso e la trama – non tra le più originali – mi lasciava perplessa. Tuttavia, dopo averlo letto, ne sono rimasta piacevolmente colpita.

La serie tv del mese è stata Baskets.
Iniziai Baskets il giorno del mio compleanno di un paio di anni fa e da allora non me ne sono pentita. Sono in pari con la terza stagione e non mi ha ancora deluso.

Il film del mese è stato Lars e una ragazza tutta sua.
Ero in pari con tutte le serie – cosa molto rara – e mi sono premiata con la visione di questo film molto tenero sull’importanza di restare da soli, qualche volta.

L’esperienza del mese è stata la prima stesura di Concerto per pianoforte, violino, violoncello e orchestra.
Ho iniziato a scrivere il primo febbraio e, a parte una battuta di arresto per preparare un esame, non ho ancora smesso. Conto di finire la prima parte entro marzo e sto ponderando l’idea di fare una serie di post al riguardo qui sul vlog.

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Gli sfondi del mese sono stati questo bellissimo disegno su Zio Paperone di cui non so il nome dell’autore (per il telefono), una foto del Quarto Dottore (per il tablet) e la copertina dell’album di Tuomas Holopainen ispirato alla $aga di Don Rosa (per il computer).

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Alla prossima!

Sfida dell’Alfabeto – C

Ben trovati alla terza puntata sulla Sfida dell’Alfabeto!
Questa volta non parlerò di una rilettura, ma di una prima lettura su un personaggio che, come dirò più avanti, di base amo tantissimo. Partiamo dunque senza indugi con la C di Christie.

Titolo: Poirot sul Nilo (Death on the Nile)
Autore: Christie, Agatha
Trama: Durante una crociera sul Nilo, Hercule Poirot si ritrova a dover indagare sulla morte di Linnet Ridgeway, giovane ereditiera in viaggio di nozze con il neo-marito Simon Doyle. Si ritroverà pertanto ad indagare sui passeggeri della nave, che nascondono tutti dei segreti…

Premetto che io adoro Hercule Poirot sin dal primo romanzo in cui è apparso, ovvero Poirot sul Nilo. Ciononostante, non ho apprezzato tantissimo questo romanzo: tutta la premessa, che doveva spiegare il background di Linnet, ha finito per farmi intuire entro le prime cinquanta pagine l’identità dell’assassino. Nemmeno le altre sottotrame – la spia inseguita da Race, la frode dell’amministratore americano di Linnet – mi hanno fatto distrarre dalla mia idea sul colpevole, idea che poi si è rivelata esatta. Sono rimasta perplessa anche dalla spiegazione delle tempistiche dell’assassino – o forse quello era dovuto a un mio calo di attenzione – e al finale che hanno dato al colpevole, il che è un peccato perché lo spunto di trama è interessante. Lo consiglio, però, se come me amate il personaggio di Poirot e andate in visibilio per i riferimenti a precedenti opere sullo stesso personaggio.

Anche per oggi è tutto, alla prossima!